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CHI PRODUCE DI PIÙ NEL TUO SALONE E PERCHÉ?

Un semplice principio matematico può aiutarvi a riflettere e a semplificare l’andamento della vostra attività: la regola del 20-80, meglio conosciuta come Principio di Pareto. In sintesi questa regola afferma che il 20% di quello che facciamo provoca l’80% del risultato, i numeri 80 e 20 sono da intendersi in modo più elastico come stragrande maggioranza e piccola parte. Questo principio ha molte similitudini con la nostra attività, faccio un solo esempio: un numero ridotto di clienti produce la maggior parte di fatturato.

Riflettiamo su un altro aspetto:  il lavoro e la presenza del  titolare quanto incide nel fatturato dei vostri saloni? se all’interno del salone non ci fosse il titolare, quanto sarebbe in perdita? l’introduzione di questo discorso non vuole assolutamente essere  provocatorio, in tutti o quasi tutti i saloni il titolare è leader  assoluto, tutto gli gira intorno e, grazie a lui “pesa” l’80%, lui è il “salone” , i collaboratori sono figure di secondo piano soprattutto nei saloni più piccoli.

Questo modo di lavorare ha origini lontane, il parrucchiere era ed è un artigiano, ma decenni fa il mercato gli  permetteva con meno sforzi di avere molto più margine,  meno concorrenza , meno costi, meno responsabilità ecc. un mondo che ora non esiste più. Questo sistema è ancora molto usato ma non porta più i risultati di una volta,  quei  parrucchieri che hanno qualcosa in più a livello di carisma, di personalità, di talento e sacrificio sono sempre informati e soprattutto formati, valorizzano meglio i propri servizi, hanno dei bei saloni, fanno sentire importanti le proprie clienti, per tutta una serie di motivi riescono ad avere  anche un riconoscimento sociale: io vado da “tizio”, quindi  si è disposti a spendere  di più aumentando  la marginalità, sono unici e non imitabili. La stragrande maggioranza di colleghi è improntato in questo modo, sempre incentrato sul titolare ma gradualmente nell’arco degli anni, i margini si stanno  riducendo sempre più, non si tratta di crisi, semplicemente le abitudini dei clienti e i costi sono cambiati, in questi saloni ci sono ottimi  collaboratori  e di solito i clienti  instaurano  un rapporto con le persone che svolgono il servizio e non con il salone, vogliono appunto “tizio”, vogliono “caio”, così se “tizio” o “caio” decide di aprirsi il suo salone (in alcuni casi anche insieme!) si perdono molti clienti, si torna indietro ricominciando da capo,  due passi avanti due passi indietro, fino a che poco alla volta il numero degli addetti si riduce, si annaspa sempre di più togliendo, oltre che il guadagno, anche l’entusiasmo che bisogna avere per fare questa professione. In genere  questi collaboratori aprono con prezzi più bassi del loro ex titolare, realizzano il sogno di essere indipendenti,  ma nonostante siano completi dal punto di vista tecnico e stilistico, devono affrontare  tutta la parte gestionale che è ormai diventata fondamentale. La visione, sapere come e quando fare le cose . E’ tutto un altro lavoro si ricomincia da capo facendo, come è normale degli sbagli  che se capìti in tempo, sono utili per la crescita, molte volte però si fanno  senza sapere di farli e possono costare cari.  Questo cambiamento del mercato e delle nostre vite personali per fortuna è talmente visibile che ha aumentato in modo esponenziale la richiesta di aiuti esterni: dalla crescita personale, più motivazione, migliore gestione delle emozioni, gestione del tempo,  sviluppo delle attività, consulenza di esperti di marketing, più clienti, più fidelizzazione ecc. tutti o quasi forniscono  informazioni corrette e spunti interessanti e utili, ma osservando più in profondità, tutti questi ingredienti come vanno miscelati? come fare e quando fare? ecco perchè  penso che nonostante i miglioramenti che ci possano essere,  il “paziente” migliora ma  non guarisce, il titolare è sempre il fulcro, senza di lui non si va da nessuna parte.  Quale può essere l’alternativa allora?

Prima di tutto bisogna capire che strada prendere, avere le idee molto  chiare,  ne ho citata solo una, quella dove gira per la maggior parte tutto intorno al titolare (80-20). Io sarò di parte (puoi capire sul mio profilo Facebook) ma  la seconda è quella che può e deve permette di ottenere la maggior parte dei risultati grazie al sistema e organizzazione del salone, il titolare sicuramente è molto importante ma il suo ruolo all’interno, se stacca il cordone ombelicale dalla poltrona di lavoro, è secondario, il suo tempo impegnato e le sue azioni fanno produrre l’80% dei risultati  con il 20% di azioni. Questa strada è quella delle affiliazioni franchising o partnership che sono sempre più necessarie per affrontare  con una visione ben precisa, con managerialità, informazione e sistema, seguiti passo passo, per compensare quello che non da più il mercato. Basta osservare come si è elevata la qualità in tutti i settori della società  rispetto anche solo a qualche anno fa dove in un modo o nell’altro si poteva vivere  dignitosamente.

Parlando con qualche parrucchiere di questo sistema, a volte sento delle obiezioni in merito alle partnership , percepisco da parte loro un senso di superiorità, le snobbano contestando il loro modo di  lavorare. Senza voler giudicare, penso che non ci sia una conoscenza adeguata di questo sistema di lavoro perché alcuni di questi saloni in un solo anno fatturano quello che altri fanno in 15 anni di attività. Ripeto: alcuni saloni fatturano in un solo anno quello che altri fanno in 15 anni di attività!

Come se pensassi che io sia più bravo di Federer e Nadal a giocare a tennis. Posso anche pensarlo, ma c’è una differenza sostanziale: i risultati e il divertimento! per me il tennis è un hobby e non un lavoro, lavorare vuol dire anche guadagnare.

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